WordPress SEO è stato creato da Yoast de Valk, uno dei più famosi esperti WordPress. Si tratta di un plugin con aggiornamenti molto frequenti che in poco tempo è diventato senza dubbio il più completo ed una scelta obbligata se si vuole migliorare il numero di visitatori in arrivo da Google e dagli altri motori di ricerca.
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WordPress SEO contiene moltissime impostazioni e strumenti molto avanzati e, senza una guida, può essere difficile ottenere i risultati sperati, specialmente se non si è esperti. Vediamo quindi come configurarlo al meglio: una volta installato, comparirà un menù dal titolo “SEO”, contenente numerose voci.
Oltre a questo, nell’editor di post e pagine e nell’editor di categorie e tag comparirà la SEO Box.
SEO Box
La SEO Box è lo strumento più avanzato del plugin e consente di analizzare ed ottimizzare i singoli post e pagine. Vediamo come è composta.
General

- Snippet Preview: è un’anteprima di come l’articolo o pagina comparirà nei risultati di Google. Molto utile per avere un’idea delle informazioni da inserire sia nel title che nella descrizione per attirare più visitatori.
- Focus keyword: si tratta di una parola chiave (formata anche da più parole) su cui focalizzare l’analisi della pagina. Nel momento in cui la si digita, il plugin in automatico ne suggerirà alcune basandosi sulle ricerche più frequenti di Google. Una volta impostata, se si salva la bozza, il plugin effettua un’analisi del contenuto della pagina verificando dove e quante volte la parola chiave compare. Per avere la massima ottimizzazione SEO, la parola chiave deve comparire nel SEO title, nel permalink, nel titolo del post o pagina e nel contenuto.
- SEO title: è la frase che viene inserita nel campo title della pagina ed è l’elemento più importante dal punto di vista SEO. I motori di ricerca ne visualizzano solo i primo 70 caratteri, quindi non deve essere troppo lungo. Deve contenere le parole chiave per cui si vuole essere raggiunti dai visitatori che effettuano ricerche, ma allo stesso tempo deve avere un senso e non essere un elenco sconnesso di parole, altrimenti chi legge potrebbe non comprendere e di conseguenza non cliccare. Se si clicca su “Generate SEO title” verrà copiato il titolo dato alla pagina o post.
- Meta Description: è il testo che compare sotto al titolo nei risultati di ricerca. Dal punto di vista SEO non ha alcuna importanza, ma è utile per attirare gli utenti, quindi dovrebbe contenere una breve frase per incuriosire e convincere i lettori a cliccare. La lunghezza massima è di 140 caratteri.
Page Analysis
L’analisi della pagina è uno strumento sviluppato in collaborazione con Linkdex e viene aggiornata ogni volta che si salva la bozza. Contiene una lista di ottimizzazioni da effettuare per ottenere risultati migliori lato SEO.
In rosso ci sono i problemi gravi, che vanno corretti prima di pubblicare l’articolo, in giallo ciò che va bene ma potrebbe essere migliorato, in verde le impostazioni ottimali. Ciascun elemento è descritto in modo chiaro, quindi anche i meno esperti possono operare senza troppi problemi. L’unico neo è rappresentato dalla lingua inglese: se non si ha una buona conoscenza, può esser difficile comprendere le spiegazioni. Prossimamente intendo dedicare un post alle ottimizzazioni SEO, quindi consiglio a chi è interessato, di iscriversi al feed RSS o alla fan page su Facebook.
Advanced
Nel pannello Advanced della SEO Box ci sono alcune impostazioni avanzate, che andrebbero modificate solo se si è realmente consapevoli di ciò che si sta facendo.
- Meta Robots Index: indica ai motori di ricerca se indicizzare o meno la pagina.
- Meta Robots Follow: indica ai motori di ricerca se trasferire il valore della pagina ai link presenti in essa (sia link interni al sito che esterni).
- Meta Robots Advanced: impostazioni avanzate (NO ODP, NO YDIR, NO Archive, No Snippet).
- Include in Sitemap: si può decidere se includere (always) o meno (never) il post o pagina nella sitemap. Se si lascia Auto detect verranno usate le impostazioni specificate nella pagina XML Sitemaps.
- Sitemap Priority: si può scegliere la priorità della pagina. Se si lascia Automatic prioritization verranno usate le impostazioni specificate nella pagina XML Sitemaps.
- Canonical URL: consente di modificare il tag canonical del post o pagina.
- 301 Redirect: consente di specificare un redirect 301 verso un altro indirizzo. Il Redirect 301 trasferisce il valore SEO del post o pagina all’indirizzo di destinazione.
Terminata la descrizione della SEO Box, vediamo nel dettaglio le pagine del pannello di amministrazione di WordPress SEO.
Dashboard
La pagina dashboard contiene le impostazioni generali del plugin. Nei general settings abbiamo la possibilità di disabilitare la “SEO box” (vedremo di cosa si tratta nel prossimo paragrafo) dalle pagine di modifica dei post, delle pagine dei tag, delle categorie ecc. Le meta keywords ormai non hanno più valore dal punto di vista dei motori di ricerca, quindi è inutile attivarle.
Molto interessante è invece il pannello Webmaster Tools, dove si può inserire il codice di verifica degli strumenti per webmaster di Google, Yahoo e Bing. Chi li ha già utilizzati, sa che si deve inserire un meta tag con un codice di verifica nell’header, caricare un file .txt con il codice nella cartella principale del sito, oppure impostare un particolare record DNS per dimostrare di essere proprietari del sito. Questo plugin rende semplice e veloce la prima delle tre procedure.
Titles
Nella pagina Titles si possono definire i campi title e meta description della pagina home e impostare quelli di default per i post, le pagine, le categorie e i tag. Ovviamente queste impostazioni possono poi essere sovrascritte se necessario usando la SEO Box negli editor. Prima di procedere si deve controllare nel file header.php (Aspetto->Editor) e verificare che il codice che genera il campo title sia simile al seguente:
<title><?php wp_title(''); ?></title>
Se non si ha le conoscenze per modificare il codice, si può selezionare l’opzione Force rewrite titles, che forzerà i title dati dal plugin, penalizzando però leggermente le prestazioni. Subito sotto possiamo definire i valori per la home, i post e le pagine.
Il campo title della pagina home è l’elemento più importante dell’intero sito. Deve quindi contenere le parole chiave più importanti e rappresentative dell’intero sito. Molti inseriscono solo il nome del sito, ma può avere un senso solo se si tratta di un nome molto famoso e molto cercato su Google (es. Apple). Per esempio utilizzare un titolo come “Nik’s Blog” non è una buona scelta: si può inserire, ma solo dopo alcune keyword, siccome il massimo valore viene attribuito alla prima parola. Io ho scelto il titolo “Dr.WordPress | WordPress News, Plugins e Guide” solo perché nel nome del sito c’è già la keyword WordPress, altrimenti l’avrei invertito con le parole successive (e non è detto che prima o poi non lo faccia…). La meta description invece deve essere una breve descrizione che condensi in poche parole il contenuto del sito per invogliare i lettori a visitarlo.
Nei post e nelle pagine invece si possono usare le variabili %%title%% e %%excerpt%% (in fondo alla pagina si trova l’elenco di tutte le variabili disponibili), che rappresentano rispettivamente il titolo e il riassunto del post o pagina. Come impostazione generale è una buona scelta, poi se necessario si può migliorare nei singoli casi per ottenere un miglior risultato. Alcuni aggiungono il nome del sito dopo %%title%%, ma se i titoli dei post mediamente sono abbastanza lunghi, diventa inutile perché si sfora il limite dei 70 caratteri presi in considerazione dai motori di ricerca.
Più in basso troviamo le impostazioni relative alle tassonomie category e tag. Solitamente i titoli si possono impostare con %%category%% o %%tag%% seguiti dal nome del sito (%%sitename%%), ma, a seconda della tipologia del sito, può essere utile aggiungere altre parole chiave. Per le descrizioni si possono usare le variabili %%category_description%% e %%term_description%%, a condizione di aver impostato le descrizioni dei singoli tag (Articoli->Tag Articolo) e categoria (Articoli->Categorie).
Si possono personalizzare anche gli archivi per data e autore, le pagine di ricerca e 404, ma la loro importanza è sicuramente inferiore. Anzi, come vedremo più avanti, è meglio disabilitare gli archivi.
Indexation
Questa pagina contiene tutte le opzioni di indicizzazione del sito, e sono davvero tantissime, ognuna spiegata nel dettaglio (ma sempre in inglese).
Indexation Rules
Se WordPress è impostato per visualizzare nella home e nelle categorie i post per esteso, il plugin ci consiglierà con un messaggio in rosso di visualizzare solo il riassunto. Questo perché dal punto di vista SEO vengono applicate delle penalità per i contenuti duplicati, quindi è meglio seguire il consiglio. Per lo stesso motivo è opportuno attivare le seguenti opzioni:
- Author archives: impedisce l’indicizzazione degli archivi per autore.
- Date-based archives: impedisce l’indicizzazione degli archivi per data.
- Subpages of the homepage: impedisce l’indicizzazione delle sottopagine della home, cioè quelle che si raggiungono cliccando sul link ai post precedenti o sulla pagina precedente se si ha la paginazione.
- Subpages of archives and taxonomies: impedisce l’indicizzazione delle sottopagine di categorie, tag e archivi.
- The login and register pages: impedisce l’indicizzazione delle pagine di login e registrazione (dal punto di vista SEO sono inutili).
- All admin pages: previene l’indicizzazione di alcune pagine del pannello di amministrazione.
In questo modo si evita di disperdere il valore delle pagine principali (la home, la prima di ogni tag e categoria) sulle secondarie, che solitamente hanno molte parole chiave simili. Anche se le sottopagine non vengono indicizzate, i link presenti verrano seguiti, quindi non ci sarà mai il rischio che un post non venga trovato. Se poi non si usano le categorie e i tag come sistema di navigazione allora si possono attivare anche Category archives e Category archives per non indicizzari (io per esempio non devo farlo perché sono fondamentali nella struttura del sito).
Internal nofollow settings
Il nofollow serve per comunicare ai motori di ricerca di non seguire un determinato link. Attivando queste due opzioni, di riduce il numero di link presenti in una pagina, aumentando di riflesso il valore degli altri.
- Nofollow login and registration links: link alle pagine di registrazione e login.
- Nofollow comments links: link alla sezione dei commenti.
Archive settings
Si possono direttamente disabilitare gli archivi per data e per autore attivando Disable the author archives e Disable date-based archives. Siccome sono molto simili alla pagina home e alle categorie, se non sono strettamente necessari è meglio disabilitarli, sempre per evitare contenuti duplicati. Non è il numero di pagine che migliora il SEO, ma i loro contenuti, la loro ottimizzazione e i link che ricevono da altri siti.
XML Sitemaps
Questa è la pagina di configurazione della Sitemap e cliccando su Check this box to enable XML sitemap functionality, la si attiva. Si possono scegliere quali tipi di post (articoli, pagine) o tassonomie (categorie, tag) escludere, ma, a meno di particolari esigenze, conviene lasciarli tutti. Può essere invece utile attivare i ping a Google, Bing, Yahoo e Ask.com, in modo da informare i motori di ricerca quando sono disponibili nuovi contenuti sul sito.
Permalinks
In questa pagina l’unica impostazione che trovo interessante è Redirect attachment URL’s to parent post URL. WordPress, quando si carica un’immagine, la salva sul database come un post con un indirizzo associato. Accedendo a questo si vede un post contenente la sola immagine e con title uguale al titolo dell’immagine. Se si sta lavorando bene lato SEO, allora il titolo dell’immagine conterrà delle parole chiave importanti che è assolutamente inutile sprecare su un post vuoto. Attivando l’opzione viene impostato un reindirizzamento da questo post, che non verrà più indicizzato, a quello in cui abbiamo effettivamente inserito l’immagine.
Internal Links
Questa pagina deriva dall’inclusione in WordPress SEO del plugin Yoast Breadcrumbs che esula dagli scopi di questa guida e quindi non verrà trattata.
RSS
Nella pagina RSS è possibile aggiungere codice HTML nei feed prima o dopo ogni post. Può essere utile per inserire dei banner o dei link verso la pagina home del sito. Oltre a questo si può disabilitare l’indicizzazione del feed dei commenti (noindex the comment RSS feeds) e attivare la notifica ai motori di ricerca ogni volta che viene aggiunto un elemento al feed (Ping the Search Engines with feed on new post).
Import & Export
Se si sta utilizzando un altro plugin SEO, allora si possono trasferire tutte le impostazioni, comprese quelle relative ai singoli post, su WordPress SEO. Viene supportata direttamente l’importazione da All in One SEO Pack e da HeadSpace 2, mentre per altri plugin o temi con supporto SEO si deve usare SEO Data Transporter.
Nel caso si voglia trasferire il blog o replicare le stesse impostazioni su un altro, è disponibile la funzione di esportazione che crea un file contenente tutte le informazioni.
Edit Files
In questa pagina si possono modificare i file robots.txt e .htaccess. Se non si è esperti è meglio non toccar nulla, in particolare nell’.htaccess: un solo errore potrebbe compromettere l’accesso al blog, richiedendo un ripristino via FTP.







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